Come i dazi di Trump potrebbero avere un impatto sui mercati delle criptovalute

Il Bitcoin è sceso al minimo delle ultime tre settimane, scendendo sotto i 100,000 dollari, poiché le tensioni commerciali globali hanno spinto gli investitori a ritirarsi dagli asset rischiosi.
Soumen Datta
3 Febbraio 2025
Sommario
Le politiche commerciali del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in particolare i dazi imposti a paesi come Canada, Messico e Cina, sono state un importante punto di contesa economica.
La recente guerra tariffaria di Trump è iniziata con annuncio di una tariffa del 25% sulle merci importate dal Canada e dal Messico, insieme a un dazio del 10% sulle importazioni cinesi.
Da allora, Canada e Messico hanno annunciato dazi di ritorsione contro gli Stati Uniti, alimentando il timore di una vera e propria guerra commerciale. La Cina ha dichiarato che intenterà una causa contro i dazi. Trump ha anche affermato che nuovi dazi sull'Unione Europea "stanno sicuramente per arrivare".
Considerando che gli Stati Uniti sono coinvolti in scambi commerciali per circa 1.6 trilioni di dollari con questi paesi, le implicazioni per l'economia globale sono significative. Trump ha anche segnalato la possibilità di imporre dazi all'Unione Europea, aggravando ulteriormente le tensioni.
Per molti, i dazi rappresentano un potenziale rallentamento del commercio globale, che potrebbe danneggiare la crescita economica e i profitti delle aziende.
L'impatto delle guerre commerciali su Bitcoin e criptovalute
I mercati delle criptovalute sono storicamente sensibili agli eventi economici globali. L'annuncio dei dazi di Trump ha provocato un calo immediato dei prezzi delle principali criptovalute come Bitcoin ed Ethereum.
Bitcoin, spesso considerato un bene rifugio o una riserva di valore, ha subito un calo significativo dal picco di 107,000 dollari di gennaio 2025 a circa 91,000 dollari. Anche Ethereum ha subito un forte calo, toccando i livelli più bassi da settembre 2024, a 2,320 dollari.
Caroline Bowler, CEO di BTC Markets, ha giustamente appuntito sottolinea che "la guerra tariffaria di Trump sta avendo un impatto sull'intero mercato".
Secondo quanto riportato, le preoccupazioni circa le potenziali recessioni innescate dalle guerre commerciali e dalla stagflazione (un'inflazione elevata e persistente, unita a un'elevata disoccupazione e a una domanda stagnante) stanno causando una serie di effetti a cascata sia su Bitcoin che sulle altcoin.
Perché le tariffe sono importanti per le criptovalute
I dazi possono aumentare la pressione inflazionistica. Con l'aumento del costo dei beni dovuto ai dazi, le banche centrali potrebbero aumentare i tassi di interesse per contrastare l'inflazione, il che potrebbe rafforzare il dollaro statunitense.
Un dollaro più forte potrebbe portare a prezzi più bassi per Bitcoin, poiché Bitcoin e dollaro storicamente si sono mossi in direzioni opposte. A sua volta, questo può portare a una perdita di fiducia del mercato nelle criptovalute, soprattutto perché gli investitori cercano asset più sicuri.
Bitcoin, nonostante la sua reputazione di strumento di copertura contro l'inflazione e l'instabilità finanziaria, si comporta spesso come un asset rischioso nel breve termine. La guerra commerciale in corso ha aumentato l'incertezza degli investitori, e molti si stanno allontanando da asset più rischiosi come le criptovalute. Di conseguenza, la volatilità del prezzo di Bitcoin è aumentata, con alcuni investitori preoccupati per una correzione più profonda qualora scendesse al di sotto del livello di supporto di 90,000 dollari.
Sentiment degli investitori e il ruolo delle monete meme
Il mercato delle criptovalute in generale, comprese le altcoin e le meme coin, ha subito perdite significative. Le meme coin, altamente volatili e prive di valore intrinseco, sono state particolarmente colpite. Il crollo di questi token riflette una tendenza più ampia del mercato: con l'aumentare dei timori di instabilità economica globale, gli investitori tendono a ritirarsi dagli asset speculativi e ad alto rischio.
Anche le monete meme come Dogecoin e i token legati al marchio di Trump hanno subito forti cali di prezzo. Queste monete sono considerate un barometro del sentiment degli investitori, con il loro crollo dei prezzi che segnala un ritiro dagli investimenti più rischiosi.
Sebbene le reazioni a breve termine ai dazi di Trump possano essere negative, alcuni investitori intravedono un potenziale vantaggio a lungo termine per Bitcoin. Jeff Park, responsabile delle strategie alfa di Bitwise Asset Management, sostenuto che una guerra tariffaria prolungata potrebbe alla fine avvantaggiare Bitcoin indebolendo il dollaro statunitense e stimolando l'interesse verso riserve di valore alternative.
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Autore
Soumen DattaSoumen è un ricercatore nel settore delle criptovalute dal 2020 e ha conseguito un master in fisica. I suoi scritti e le sue ricerche sono stati pubblicati da riviste come CryptoSlate e DailyCoin, oltre che da BSCN. I suoi ambiti di interesse includono Bitcoin, DeFi e altcoin ad alto potenziale come Ethereum, Solana, XRP e Chainlink. Combina profondità analitica e chiarezza giornalistica per offrire spunti sia ai neofiti che ai lettori più esperti del settore.





















