La Thailandia sta diventando il prossimo hub asiatico per le criptovalute?

Anche la Thailandia sta lavorando a una politica sulle stablecoin, consentendo alle aziende di emettere monete garantite da titoli di Stato. Il Ministero delle Finanze ha abolito l'IVA sulle transazioni in criptovalute, mentre le autorità di regolamentazione continuano a dare priorità alla tutela degli investitori e alla chiarezza normativa.
Soumen Datta
8 aprile 2025
Sommario
La Thailandia sta intensificando gli sforzi per regolamentare, espandere e integrare le criptovalute nel suo sistema finanziario, nel settore turistico e nell'economia in generale. I recenti cambiamenti politici, tra cui i piani per approvare gli ETF Bitcoin e ampliare le iniziative sulle stablecoin, riflettono una strategia lungimirante volta ad attrarre investitori, startup e innovazione tecnologica.
Ma la Thailandia può davvero competere con colossi delle criptovalute come Singapore e Hong Kong? Diamo un'occhiata più da vicino.
Il turismo incontra le criptovalute: Phuket come banco di prova
La Thailandia accoglie oltre 28 milioni di turisti ogni anno. Questo rende il suo settore turistico un banco di prova ideale per applicazioni concrete delle criptovalute.
I rapporti suggeriscono che Phuket potrebbe essere utilizzata per il processo Bitcoinpagamenti basati su criptovalute per hotel, ristoranti e servizi. In caso di successo, questo modello potrebbe essere esteso a tutto il Paese, rendendo la Thailandia un pioniere nell'integrazione delle criptovalute nella sua economia turistica.
Non si tratta solo di innovazione fine a se stessa. L'adozione delle criptovalute nel turismo potrebbe aumentare la comodità per i viaggiatori internazionali e l'efficienza per le imprese locali.

Una nuova era per gli asset digitali: la spinta della Thailandia verso gli ETF Bitcoin
La Securities and Exchange Commission (SEC) della Thailandia sta preparando una revisione normativa che consentire gli ETF Bitcoin quotata sulle borse locali. Questa mossa, confermata dal Segretario Generale della SEC Pornanong Budsaratragoon, segna un cambiamento significativo nella politica thailandese in materia di asset digitali.
Attualmente, gli investitori in Thailandia possono ottenere esposizione a Bitcoin solo tramite ETF esteri. L'approvazione locale cambierebbe questa situazione, garantendo sia ai privati che alle istituzioni l'accesso diretto agli ETF Bitcoin all'interno del Paese.
Questo cambiamento è più che simbolico. Posiziona la Thailandia come un attore di rilievo nella corsa alle criptovalute nell'area Asia-Pacifico, offrendo un accesso regolamentato all'esposizione alle criptovalute e dando priorità alla tutela degli investitori.
La corsa regionale: competere con Singapore e Hong Kong
L'iniziativa thailandese sugli ETF Bitcoin fa parte di una strategia più ampia per competere con hub crypto affermati come Singapore e Hong Kong. Entrambe le città vantano solidi quadri normativi, un ampio coinvolgimento istituzionale e vivaci ecosistemi blockchain. La sfida per la Thailandia è ardua, ma non impossibile.
Oltre agli ETF, le autorità di regolamentazione thailandesi stanno valutando la possibilità di consentire alle aziende di emettere stablecoin garantite da titoli di Stato. Se adottata, questa soluzione offrirebbe alle aziende opzioni alternative per la raccolta di capitali e ridurrebbe la dipendenza dagli strumenti finanziari tradizionali.
Leadership pro-criptovalute e riforma fiscale
Il Primo Ministro Srettha Thavisin, eletto nell'agosto 2023, ha introdotto nel governo una posizione tecnologicamente avanzata e pro-criptovalute. La sua amministrazione vede le risorse digitali come uno strumento per la ripresa economica, soprattutto alla luce del rallentamento della crescita dovuto al COVID-19 e alla riduzione delle esportazioni.
A gennaio, Thailandia abolita l'imposta sul valore aggiunto (IVA) del 7% sul trading di criptovalute, una misura permanente pensata per dare impulso al settore. Questa riforma fiscale è fondamentale per rendere il settore delle criptovalute in Thailandia più attraente per investitori e startup globali.
L'iniziativa del portafoglio digitale di Thavisin, che offre 10,000 baht a ogni cittadino di età pari o superiore a 16 anni tramite un'infrastruttura blockchain, dimostra quanto seriamente il governo stia prendendo la sua strategia digitale.
Panoramica del mercato: tendenze di trading e crescita degli utenti
La Thailandia conta circa 270,000 conti attivi per il trading di criptovalute. Questa cifra riflette il rinnovato interesse dopo il traguardo dei 100,000 dollari di Bitcoin. Tuttavia, l'attività di trading non ha ancora raggiunto i livelli precedenti al 2022, quando l'entusiasmo era al suo apice.
Ciononostante, lo slancio sta prendendo piede. La Digital Asset Association thailandese sottolinea che il 2024 rappresenta un punto di svolta, con una crescente partecipazione istituzionale e normative più chiare che rafforzano la fiducia nel mercato.
Le principali tendenze globali, come l'halving di Bitcoin e l'allentamento delle politiche monetarie delle banche centrali, hanno contribuito ad alimentare questa crescita. Solo il mese scorso, la capitalizzazione totale del mercato globale delle criptovalute è aumentata dell'8%.
Quadro normativo: equilibrio tra innovazione e tutela
La Thailandia è stata uno dei primi paesi della regione a introdurre una regolamentazione sulle criptovalute. L'approccio è cauto, ma progressivo. Dopo il crollo di criptovalute di alto profilo come Luna e Terra USD, le autorità si sono concentrate sulla formazione degli investitori e sulla supervisione delle piattaforme.
Tutti gli exchange devono essere autorizzati dalla SEC. Sono classificati come istituti finanziari e devono rispettare rigorose norme antiriciclaggio (AML) e antiterrorismo.
Per tutelare ulteriormente gli utenti, le piattaforme devono ora visualizzare avvertenze sui rischi. Gli investitori devono accettarle prima di accedere ai servizi.
Questi passaggi fanno parte di uno sforzo più ampio per costruire un ambiente crittografico trasparente, sicuro e favorevole all'innovazione.
Supporto istituzionale e coinvolgimento del settore finanziario
Le principali banche thailandesi, tra cui la Siam Commercial Bank, stanno esplorando attivamente l'integrazione tra blockchain e Web3. Questa crescente accettazione da parte delle istituzioni finanziarie tradizionali è fondamentale per la sostenibilità a lungo termine delle criptovalute nel Paese.
. lancio di Binance TH Un altro importante sviluppo è previsto per dicembre 2023, attraverso una joint venture con Gulf Innova. Questo consentirà agli utenti thailandesi di accedere in modo regolamentato a uno dei più grandi exchange di criptovalute al mondo.
Anche l'interesse istituzionale è in crescita. La Thailandia sta lentamente abbandonando le criptovalute come strumento di investimento al dettaglio per esplorare il loro inserimento nei mercati dei capitali più ampi e nell'innovazione fintech.
I piani CBDC della Thailandia
La Thailandia non si concentra solo sulle criptovalute, ma è profondamente coinvolta in valute digitali della banca centrale (CBDC) Anche il Paese è membro fondatore del progetto mBridge, che esplora le transazioni transfrontaliere di CBDC.
Progetti come Inthanon e Bang Khun Phrom hanno testato la sicurezza e l'efficienza delle CBDC al dettaglio nell'ecosistema finanziario thailandese. La Banca di Thailandia ritiene che questi strumenti possano favorire l'innovazione finanziaria e migliorare l'accesso ai servizi, soprattutto nelle aree svantaggiate.
Un crescente appetito per la tokenizzazione
Le autorità di regolamentazione e gli imprenditori thailandesi vedono un potenziale nella tokenizzazione degli asset, soprattutto in settori come ESG, energie rinnovabili e iniziative culturali. Gli utility token potrebbero contribuire a finanziare progetti creativi e sociali, quello che alcuni chiamano "soft power" fundraising.
La Thailandia potrebbe non essere ancora in grado di competere con Singapore o Hong Kong in termini di infrastrutture o potere istituzionale. Tuttavia, le sue recenti iniziative – ETF Bitcoin, stablecoin, governance pro-crypto e chiarezza normativa – segnalano una forte intenzione di assumere un ruolo guida.
Le criptovalute non sono moneta legale in Thailandia, ma rappresentano chiaramente una priorità strategica. Il Paese sta gettando le basi di un'economia digitale che unisce l'innovazione finanziaria alle applicazioni concrete, dal turismo alle infrastrutture pubbliche.
Se la Thailandia diventerà il prossimo hub crypto dell'Asia dipenderà dall'attuazione. Ma il progetto è chiaro, lo slancio sta crescendo e il mondo sta osservando.
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Autore
Soumen DattaSoumen è un ricercatore nel settore delle criptovalute dal 2020 e ha conseguito un master in fisica. I suoi scritti e le sue ricerche sono stati pubblicati da riviste come CryptoSlate e DailyCoin, oltre che da BSCN. I suoi ambiti di interesse includono Bitcoin, DeFi e altcoin ad alto potenziale come Ethereum, Solana, XRP e Chainlink. Combina profondità analitica e chiarezza giornalistica per offrire spunti sia ai neofiti che ai lettori più esperti del settore.



















