Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump firma un ordine esecutivo storico sulle criptovalute: punti chiave

L'ordinanza vieta le valute digitali delle banche centrali (CBDC), citando rischi per la privacy e la sovranità, e ordina alle agenzie federali di interrompere tutti i progetti correlati alle CBDC.
Soumen Datta
Gennaio 24, 2025
Sommario
Il 23 gennaio 2025, il presidente Donald Trump firmato un ordine esecutivo volto a promuovere la leadership americana nel settore delle risorse digitali, in particolare nella tecnologia blockchain.
Questo ordine esecutivo, incentrato sulla definizione del futuro delle risorse digitali come le criptovalute, è accompagnato da un forte impegno per la chiarezza normativa, l'indipendenza finanziaria e la tutela della privacy.
Analizziamo i componenti chiave:
Divieto sulle valute digitali delle banche centrali (CBDC)
Uno degli aspetti più significativi dell'ordine esecutivo è la sua ferma posizione contro le valute digitali delle banche centrali (CBDC). L'ordine vieta esplicitamente qualsiasi azione federale volta a creare o promuovere una CBDC negli Stati Uniti.
Le CBDC, valute digitali emesse direttamente dalle banche centrali, sono state motivo di preoccupazione per molti a causa del loro potenziale di violare la privacy individuale e la sovranità nazionale.
L'ordinanza definisce le CBDC come "una forma di moneta digitale o valore monetario, denominato nell'unità di conto nazionale, che costituisce una passività diretta della banca centrale". Pertanto, l'ordinanza impone alle agenzie federali di sospendere qualsiasi progetto o iniziativa CBDC in corso, salvaguardando così gli Stati Uniti dai rischi percepiti associati alle CBDC.
Creazione di un quadro normativo federale per le risorse digitali
. ordine esecutivo Apre inoltre la strada all'istituzione di un quadro normativo federale per le attività digitali, che include stablecoin e altre tecnologie blockchain.
Un elemento chiave di questa iniziativa è la formazione di un gruppo di lavoro presidenziale incaricato di valutare la struttura complessiva del mercato, la tutela dei consumatori e la gestione del rischio nel settore delle risorse digitali. Il gruppo di lavoro valuterà anche la creazione di una riserva nazionale di risorse digitali.
Questa riserva di asset digitali sarà composta principalmente da criptovalute sequestrate dalle autorità federali, tra cui Bitcoin. Il governo degli Stati Uniti detiene attualmente oltre 198,000 Bitcoin, per un valore di circa 20.1 miliardi di dollari, che potrebbero potenzialmente far parte di questa riserva nazionale. Questa mossa è in linea con la precedente promessa di Trump di creare una riserva strategica di Bitcoin, garantendo l'indipendenza finanziaria della nazione e rafforzando al contempo il ruolo degli asset digitali nell'economia.
Inoltre, l'ordinanza sottolinea che gli Stati Uniti manterranno il loro impegno ad aprire le reti pubbliche, garantendo che la tecnologia blockchain e le risorse digitali possano prosperare senza ingiusta censura.
Rivalutazione delle normative vigenti in materia di asset digitali
Oltre al nuovo quadro normativo, l'ordine esecutivo impone anche alle agenzie federali di rivalutare le attuali normative in materia di asset digitali.
Le agenzie sono tenute a proporre aggiornamenti alle normative vigenti entro 60 giorni. Questo passaggio è fondamentale per garantire che l'economia digitale statunitense rimanga al passo con i progressi tecnologici, mantenendo al contempo la chiarezza giuridica.
Riserva strategica di Bitcoin: una delusione per alcuni?
Sebbene l'ordine esecutivo preveda diverse misure importanti, non è tuttavia all'altezza della tanto attesa "riserva nazionale strategica di Bitcoin" che molti nella comunità delle criptovalute avevano sperato.
L'ordinanza menziona la creazione di una riserva di asset digitali, ma non menziona specificamente Bitcoin. Ciò ha suscitato delusione tra i sostenitori di Bitcoin, che sostengono che solo Bitcoin dovrebbe essere incluso in tale riserva.
"Bitcoin Maxis ha REALMENTE difficoltà con il linguaggio delle 'attività digitali'", ha affermato Travis Kling, CIO di Ikigai Asset Management, ha scritto su X.
I critici dell'ordine esecutivo temono che il termine "asset digitali" possa portare all'inclusione di diverse criptovalute, diluendo l'attenzione su Bitcoin. Tuttavia, i sostenitori dell'ordine ritengono che una riserva nazionale di Bitcoin, sostenuta dai Bitcoin sequestrati dal governo federale, potrebbe rafforzare significativamente la posizione del Paese nel sistema finanziario globale.
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Autore
Soumen DattaSoumen è un ricercatore nel settore delle criptovalute dal 2020 e ha conseguito un master in fisica. I suoi scritti e le sue ricerche sono stati pubblicati da riviste come CryptoSlate e DailyCoin, oltre che da BSCN. I suoi ambiti di interesse includono Bitcoin, DeFi e altcoin ad alto potenziale come Ethereum, Solana, XRP e Chainlink. Combina profondità analitica e chiarezza giornalistica per offrire spunti sia ai neofiti che ai lettori più esperti del settore.



















